Il Sebeto: tra leggenda e realtà...
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Casoria una volta era ricca di acqua, infatti era attraversata da un antico fiume, le cui origini sono decisamente incerte. Da qualcuno viene ricordato come il fiume fantasma, ovvero un fiume che in realtà non esisteva a Casoria. Il Sebeto nasceva dal Monte Somma e scendeva per Ponticelli, Casalnuovo, Volla, Arpino di Casoria fino ad arrivare a Napoli dove si divideva in due parti: uno che sfociava nelle zone del Ponte della Maddalena e un'altra parte che sfociava nella Collina di Pizzo falcone. Di quest’antico fiume che oggi non attraversa più Casoria, nelle altre zone non è rimasto altro che sporcizia e carcasse di animali. Sui quello che era il percorso del Sebeto sono stati costruiti negli anni del boom edilizio, case abusive che sono state poi sanate attraverso i vari condoni. Attualmente la zona di Arpino - Cittadella, paga tasse per la bonifica di questi territori paludosi residui dell’antico corso del fiume, tasse che non sono state ancora utilizzate per la bonifica di questo territori.

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Origini e leggende:
Sulla nascita e sulle origini di questo antico fiume circolano parecchie leggende. Molti studiosi attualmente riconducono la storia del Sebeto ai tempi degli antichi Greci: nella zona detta Grotta delle Fontanelle nel fondo delle Preziose, sgorgavano infatti alcune sorgenti, le quali formavano il fiume Sebeto, il quale attraversava poi le zone più antiche di Napoli, fino ad arrivare a Piazza Municipio per poi sfociare nel mare. Il terremoto e l’eruzione del 79 d.C. provocarono una colata lavica che deviò il corso del fiume. I romani fecero ricostruire un acquedotto che incanalava queste acque rimanenti, definito “la Bolla”. Secondo le fonti era un fiume molto ricco d’acqua che veniva utilizzato in alcuni casi anche per fini domestici, ricco di pesci, alcuni fra i più pregiati, tanto da spingere molti pescatori in queste zone.
Altri ancora hanno sostenuto che forse non sia stato un vero e proprio fiume ma un acquedotto del fiume Sabato. Questa teoria è stata contestata però da molti studiosi.
Nel corso dei secoli una grande quantità di poeti e lirici s’ispirarono proprio a questo fiume. Tra i loro troviamo Virgilio, Tito, Livio, Strabone. E infine Petrarca che si recò sulle sponde del fiume come in pellegrinaggio.

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La leggenda:
Attorno alla storia di questo fiume come detto circolano alcune leggende antiche. Una delle più famose è quella che narra la storia del Dio Vesevo (Vesuvio) e del Dio Sepheitos (Sebeto) i quali si innamorarono entrambi di una sirena di nome Partenope, la quale non sapendo chi scegliere tra i due decise di uccidersi diventando uno dei faraglioni di Capri, mentre il Dio Vesevo per la rabbia diventò un vulcano, l’attuale Vesuvio, e il Dio Sepheitos per la disperazione pianse fino a creare un fiume che attraversava la zona di Napoli e dintorni.

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Negli anni successivi alcuni sindaci di Napoli si sono battuti per la rinascita di questo fiume, ormai cancellato dalle speculazioni edilizie.

Una delle prove dell’esistenza di questo fiume, viene da un’antica fontana ricostruita per ricordare il Sebeto, la quale fontana fu costruita dall’architetto Cosimo Fanzago nel 1635 per volere del Vicerè Fonseca.

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