O' munaciello
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Taglia, da sessanta centimetri a più di un metro, aspetto paffuto e rubicondo, tondo, grassottello, il munaciello o Manchetto casoriano, non hanno del monaco che l’abito: sono tutti dei famosi sacripanti, ladri e bricconcelli.
Veloce e inafferrabile, irrequieto e saltellante, si fa vedere e sentire solo quando gli gira di mettere in atto qualche sua bizzarria. Si diverte e ride a crepapelle, alle spalle del malcapitato di turno, ancora oggi non è difficile sentire qualche anziana donna o zia prendersela con lui « Addò stanne e chiave? Gesù le avevo messo qui? Sarà stato ‘o munaciello?».
Anima vagante, a volte quasi umana, dolente e rabbiosa, ha pianto e fatto piangere, di felicità e sollievo al povero infelice. Le leggende nate intorno a questa figura di spirito o folletto della casa sono tante, anche le testimonianze, una di queste era che amava le donne alla follia e quando si innamorava, andava ad abitare nella casa in cui vi era la fanciulla di cui si era innamorata. Comunque sia, monaciello, mazzamauriello o scazzamauriello, questo folletto imprevedibile, questa presenza complessa e misteriosa, questo amico-nemico, ancora oggi affascina e conquista la mente ed il cuore dei casoriani, raccoglie e chiude in se tutte le paure, le ansie, le angosce di una comunità che viveva della superstizione di una vita non sempre piacevole e mai comunque facile.

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